Guida alla Lettura


Introduzione


La lettura dell'Architettura Telematica di Riferimento e delle sue future evoluzioni risulterà sicuramente facilitata se si tiene presente la definizione di Architettura di riferimento che riportiamo nel seguito estratta integralmente dal "Quaderno del PGTL – Politiche per l´innovazione tecnologica – Telematica per i Trasporti: proposta per l´architettura generale di riferimento per l´Italia":

" L'Architettura di riferimento, partendo dalle esigenze riconosciute di tutti gli utenti, definisce, in un quadro evolutivo, l'insieme dei servizi necessari, le relazioni funzionali, le principali caratteristiche delle relazioni organizzative, logiche e fisiche; da queste derivano le indicazioni per nuove normative, giuridiche e tecniche, necessarie affinché le proposte innovative siano fattibili, compatibili con l'esistente, capaci di utilizzare le opportunità offerte dagli sviluppi tecnologici. 

La definizione dell'Architettura comporta quindi la caratterizzazione dei confini, degli attori e delle strategie per tutto il processo di raccolta, controllo e gestione dell'informazione richiesto dalla "Telematica per i Trasporti"; essa presuppone l'intima conoscenza del funzionamento del sistema dei trasporti, in modo da rendere le proposte innovative compatibili con l'esistente e non vincolanti per il suo sviluppo futuro. La definizione dell'Architettura ha l'intento di fornire delle linee guida generali agli enti pubblici, agli enti di normazione, alle società concessionarie, alle aziende private nello sviluppo delle proprie decisioni, delle attività e sistemi inerenti la telematica per i trasporti. Il fine dichiarato è di facilitare ed accelerare lo sviluppo del mercato, perseguendo risultati di efficienza, con particolare riferimento all'interoperabilità tra modi di trasporto e servizi telematici, a livello nazionale ed europeo. 

L'architettura offre piena visibilità dell'evoluzione della telematica a tutti gli attori - grandi e piccoli - e permette investimenti mirati in un quadro di maggior certezza: è la prima delle strutture abilitanti citate in precedenza. L'Architettura Nazionale non è prescrittiva ed include i sistemi già esistenti; essa non produce alcuna indicazione vincolante sulle soluzioni da intraprendere né sulle tecnologie da adottare, ma fornisce:

  • i requisiti di base che devono essere inclusi in fase di progettazione e/o di attuazione per garantire che il sistema o il servizio soddisfino le caratteristiche fondamentali previste per i sistemi telematici per i trasporti in Italia; 
  • la descrizione delle specifiche funzionali e logiche per una infrastruttura nazionale per lo scambio delle informazioni tra i vari modi di trasporto ed i relativi utenti, nonché delle interfacce necessarie per consentire al sistema di entrare a far parte della rete, con alcuni esempi di utilizzazione delle tecnologie esistenti; 
  • le linee guida ed una terminologia comune per la definizione dei sistemi e dei servizi, proponendo indicazioni di massima sui requisiti e le caratteristiche fondamentali, loro importanza e priorità e fornendo la guida agli standard e alle norme di riferimento alle quali i sistemi in Italia devono aderire."

L´Architettura Logica di riferimento viene descritta attraverso una struttura in cui si specificano più livelli di dettaglio:

  1. il livello più alto è rappresentato dal Processo (detto anche Area Funzionale) inteso come servizio ITS erogato;

  2. il processo a sua volta si articola in funzionalità logiche che chiameremo Funzioni;

  3. ogni funzione, a seconda della sua complessità, può essere scomposta in un albero di altre funzionalità di livello inferiore, indicate come Sotto-Funzioni.

L´interazione fra gli elementi dell´architettura logica (processi, funzioni e sottofunzioni) avviene tramite uno scambio di flussi di dati che verranno indicati come Messaggi (di ingresso, uscita o di consultazione).

Ognuno dei processi è caratterizzato da:

  • la descrizione

  • la rappresentazione grafica dell´albero funzionale

  • la rappresentazione grafica del diagramma funzionale

  • la descrizione delle funzioni in cui si scompone

  • la descrizione dei messaggi in ingresso e in uscita da ciascuna funzione (flusso di dati)

  • la descrizione delle basi dati coinvolte (se esistono)

  • i requisiti utente associati.

 

Regole Generali sulla nomenclatura


Per una maggiore compatibilità con le altre iniziative internazionali (ACTIF, KAREN, FRAME, ecc.) e le loro future evoluzioni si è deciso di utilizzare la lingua inglese per la nomenclatura degli oggetti (processi, funzioni, messaggi), ma tutte le relative descrizioni vengono fornite in italiano.

I flussi di dati (dataflow), spesso anche indicati con il termine messaggi, collegano le funzioni con altre funzioni, con i terminatori e con le basi dati e, generalmente, sono codificati con un nome che è composto da gruppi di lettere e parole separati dal carattere "_", dove:

  • il primo gruppo di lettere indica la provenienza del messaggio, ovvero l´oggetto da cui il messaggio è generato, sia esso una funzione, un terminatore, una base dati, ecc. (si tratta in genere di un acronimo che rappresenta l´oggetto);
  • il secondo gruppo di lettere indica in modo analogo la destinazione del messaggio;
  • il testo rimanente esprime in modo sintetico la semantica del messaggio.

Gli acronimi utilizzati nella nomenclatura dei flussi di dati sono gli stessi adottati da KAREN (e poi da ACTIF) e consentono di identificare rapidamente la posizione di un flusso dati, di mantenere la compatibilità con KAREN/FRAME/ACTIF e garantiscono l'unicità del nome dei flussi. L'elenco di tutti gli acronimi utilizzati nella nomenclatura dei flussi sono contenuti nel capitolo 2.2.

Riportiamo comunque nel dettaglio le regole adottate per la nomenclatura dei flussi di dati che si riscontrano ai vari livelli architetturali (logico, fisico ed organizzativo).

Flussi Logici


La nomenclatura dei flussi di dati (messaggi) riprende le seguenti regole già definite da KAREN e poi seguite da ACTIF:

  1. Gli acronimi sono scritti in minuscolo.
  2. Se il flusso dati è interno ad un'area funzionale, contiene le lettere iniziali (in inglese) della stessa area funzionale.

Esempio:            ptja            sta per Provide Traveller Journey Assistance

            mt            sta per Manage Traffic

  1. Se un flusso dati è trasmesso dall'area funzionale n1 all'area funzionale n2, la sintassi è la seguente: n1.n2_xxx (essendo xxx il contenuto del flusso logico).

Esempio: mt.ptja_information_incidents

(contiene informazioni relative agli incidenti ed è inviato dall'area Manage Traffic all'area Provide Traveller Journey Assistance)

  1. Se un flusso dati collega un'area funzionale ed un terminatore, la lettera iniziale del flusso è "f" (from) se il flusso è inviato dal terminatore verso l'area funzionale, oppure "t" (to) se il flusso è trasmesso dall'area verso il terminatore. Questa prima lettera è seguita dall'acronimo dell'attore e da un trattino "-". Il terzo termine rappresenta le iniziali dell'area funzionale interessata.

Esempio:
FT: Viaggiatore
TT: Terminatore

"ft.ptja_input" è un messaggio inviato dal terminatore Viaggiatore all'area "ptja" (Provide Traveller Journey Assistance)

            "tt.ptja_output" è un messaggio inviato dall'area "ptja" al terminatore Conducente

  1. Se un flusso ha come origine o destinazione un sotto-terminatore, la regola è analoga alla precedente, salvo per il fatto che l'area funzionale di origine o destinazione non è menzionata. Gli acronimi del sotto-terminatore sono composti: ttt.sss (ttt= acronimo del terminatore; sss=acronimo del sotto-terminatore).

Esempio: "fo.po_information_parking" è un messaggio inviato dal sotto-terminatore Operatore Parcheggi (parking operator) che dipende dal terminatore Operatore (operator).

  1. Se un terminatore è collegato ad una sola area funzionale, il flusso dati inizia con "To" o "From" seguiti dal nome completo del terminatore stesso.

Esempio: "From Driver" è un flusso dati inviato dal terminatore Driver (Conducente).

Flussi Fisici


La nomenclatura dei flussi di dati utilizzati a livello di Architettura Fisica seguono le regole adottate per i flussi logici, ma sono caratterizzati dal prefisso "phs".

Flussi Organizzativi


La nomenclatura dei flussi di dati utilizzati a livello di Architettura Organizzativa seguono le regole adottate per i flussi logici, ma sono caratterizzati dal prefisso "org".

Acronimi Aree Funzionali

pepf	1. Provide Electronic Payment Facilities
psef	2. Provide Safety and Emergency Facilities
mt  	3. Manage Traffic
mpto	4. Manage Public Transport Operations
padas	5. Provide Advanced Driver Assistance Systems
ptja	6. Provide Traveller Journey Assistance
psle	7. Provide Support for Law Enforcement
mffo	8. Manage Freight and Fleet Operations
pa  	9. Provide Archive
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